I googleliani

La generazione nata fine anni 90 viene definita “Generazione Y” oppure “Net generation”, o in altri casi tutte queste persone sono categorizzate come “Nativi digitali”. Questo tentativo sociologico di evidenziare il netto distacco con ciò che era prima e l’inesorabile invischiamento di questa generazione con le nuove tecnologie, deve farci riflettere sulla straordinaria diversità di comportamenti e di modalità di fruizione e interazione che questi individui hanno intrinsicamente nel loro DNA.
Ho intitolato questo post Googleliani perchè secondo il mio punto di vista Google è la chiave di volta per decifrare questa generazione. Prima di esplicitare la mia teoria vorrei fare un passo indietro andando a sottoporvi alcuni esempi di atteggiamenti dei nativi digitali che possiamo osservare ogni giorno.
Se vi è mai capitato di interfacciarvi con alcuni di loro avrete sicuramente notato dei tratti comuni:
– impazienza 
– difficoltà di concentrazione per lunghi periodi
– una memoria volatile
– disinteresse 
Questi aspetti da me rilevati sono sicuramente riconducibili all’ambito sociale e culturale in cui sono cresciuti, e google come detto in precedenza può aiutarci a capire le differenze con le generazioni precedenti. Se voi interrogate un motore di ricerca, quest’ultimo in un istante vi risponde, capite bene che se io sono abituato a questi tempi di reazione, ogni attimo di attesa per una risposta nella vita quotidiana mi genera impazienza e insofferenza, l’interlocutore ai miei occhi corrisponde ad una connessione lenta, mi ruba il tempo. Per passare al secondo aspetto dobbiamo scegliere una delle pagine che google sapientemente ha individuato, un qualsiasi sito, chiunque abbia un pò di dimestichezza con la navigazione sa che i testi sul web devono essere brevi e coincisi, dare l’informazione senza perdersi in chiacchiere, senza essere prolissi. Riportiamo questa pratica nella vita di tutti i giorni, come potete pretendere che un giovane legga in maniera continuata una pagina scritta fitta, o peggio ancora un giornale (che non sia la gazzetta dello sport…) o addirittura un libro? Nelle sue abitudini non è contemplata la possibilità di dedicare più di qualche minuto di concentrazione ad una qualsiasi attività, l’istinto è quello di passare subito al prossimo link. Per fortuna la rete ci aiuta a liberarci dalle costrizioni che la scuola ci vorrebbe imporre, devo leggere un libro cerco il riassunto, devo fare una tesina CTRL+C – CTRL+V fatto! Che importa se non avrò apprezzato a pieno ogni passaggio del libro o se le tesine saranno tutte uguali, l’importante e non aver perso il tempo. Chiaramente vien da sè che la mancanza di approfondimento e concentrazione fa assomigliare il cervello ad una memoria RAM, una memoria volatile, le informazioni entrano ed escono, nulla viene salvato. Il risultato e che nonostante il flusso immenso di informazioni che sgorga dalla rete, il recipiente rimane vuoto. Tutto scorre velocemente, fino al punto di non riuscire a gustare ciò che si scopre, perchè già nell’istante dopo si sta assaporando un nuovo piatto, non c’è tempo.
Strettamente connesso a questo accadimento e l’ultimo aspetto da me rilevato il disinteresse, credo che sia abbastanza difficile riuscire a catturare l’interesse dei googleliani, la loro mente concederà un breve momento di attenzione, passato il quale si aprirà una nuova pagina, tempo a disposizione finito. Per questa generazione il passato è ora, vivono guardando al futuro catturati da uno stato di ansia perenne che li porta a distaccarsi dalla realtà, nel tentativo disperato di trovare un senso, una risposta.

In questo mio breve scritto ho provato a dare una chiave di lettura, dare uno spunto, per poter capire che ci troviamo davanti ad un salto generazionale senza precedenti. I modi di interagire, di comportarsi, di relazionarsi subiranno variazioni incredibili, un cambiamento che già oggi possiamo solo iniziare a percepire.

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Nel mio lavoro mi faccio guidare dalla curiosità e dalle mie due passioni, lo studio della società e delle nuove tecnologie. Dal 2011 mi occupo di orientamento promuovendo e realizzando workshop orientativi, laboratori, seminari e colloqui individuali. Parallelamente collaboro con diverse aziende offrendo il mio contributo per la creazione di strategie di web marketing e il corretto utilizzo dei social media.

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